Arrediamo

Il parco giochi inclusivo

24/06/2019

Chi di noi non è mai stato in un parco giochi? Sicuramente ci siamo stati tutti, e probabilmente anche molto spesso. Oggi abbiamo deciso di parlare con Matteo Azzolini, imprenditore che fra le altre cose si occupa di arredo per l’infanzia e progettazione e realizzazione di parchi giochi, per comprendere quali le caratteristiche principali di questi spazi. Buona lettura!

È possibile realizzare un parco inclusivo che possa soddisfare i bisogni di grandi e piccoli utilizzatori, valorizzando le abilità/capacità di ogni bambino?

Certamente sì. Socializzare e giocare in autonomia, questo è l’obiettivo che mi pongo nella progettazione di un parco inclusivo.

Il parco giochi deve essere innanzitutto situato in un luogo tranquillo, alberato, ben orientato rispetto ai venti e al sole. Il suolo deve essere asciutto e privo di infiltrazioni. È inoltre opportuno avere nelle immediate vicinanze una fontanella con acqua potabile. L’accesso all’area non deve presentare ostacoli e deve essere facilmente praticabile anche da mezzi di soccorso. La recinzione deve essere sicura nelle dimensioni, per evitare possibili intrappolamenti dei bambini.

All’entrata dovrebbero essere fornite alcune informazioni di base, quali ad esempio: il nome dell’area e del gestore, l’orario di apertura al pubblico, i numeri utili, ecc e le regole da rispettare nel parco stesso. E’ ovviamente necessario poi che impariamo a rispettare noi stessi le regole indicate!

Nel caso di aree nelle quali è prevista la frequentazione da parte dei bambini di diverse fasce d’età è necessario evitare l’eccessiva vicinanza tra giochi di movimento elevato e attrezzi utilizzati dai bambini più piccoli.

L’accessibilità svolge un ruolo molto importante: si predilige l’utilizzo di pavimentazioni lisce, l’installazione di rampe di accesso per le carrozzine e di attrezzature che diano la possibilità di socializzare e creare opportunità di inclusione anche tra ragazzi con esigenze diverse. Una singola attrezzatura gioco non può essere inclusiva perché ogni bambino, indipendentemente dal fatto che abbia o meno una disabilità, ogni bambino ha esigenze differenti e una sola installazione non può soddisfarle tutte.

I parchi gioco possono essere inclusivi se offrono aree accessibili in autonomia e abbastanza attrezzature gioco da assicurare divertimento al maggior numero di utenti possibili.
Questo risulta fattibile amalgamandole in maniera da non creare “zone esclusive”.

Per imparare e potersi divertire, un bambino deve poter “fare da solo” senza il continuo ausilio di un genitore. I parchi gioco devono poter sviluppare i punti di forza di ciascuno attraverso l’aggregazione e le attività collettive superando le differenze che noi adulti percepiamo come limiti ma che i più piccoli hanno la capacità di trasformare in risorse.

L’area giochi pubblica è per i bambini il primo esempio che la città è di tutti e che, se non si corrono pericoli, il gioco è un grandissimo strumento di crescita.

Di cosa ti occupi e com’è nata l’idea di svolgere questo lavoro? Presentati.

Sono Matteo Azzolini, ho 35 anni e vivo in provincia di Verona. Sposato e con 3 bambini, che sono la fonte d’ispirazione e che mi hanno dato la forza per arrivare dove sono oggi.

Per molti anni ho lavorato nel campo della ristorazione, commercio, progettazione e come libero professionista, nella realizzazione di plateatici per esterno e arredamento in e out door. Non essendo io una persona che “si accontenta” ho voluto fare un ulteriore salto di qualità e il 1 Aprile 2016 ho iniziato una nuova e appassionante avventura che tutt’ora è in continua evoluzione, progettare e realizzare parchi gioco.

Lavoro a stretto contatto con i comuni ho capito che se volevo fare bene il mio lavoro dovevo e volevo affiancarli a 360°. Questo desiderio mi ha fatto successivamente ampliare la mia area di competenza integrando l’arredo urbano, l’arredo infanzia, e in ultima ma non meno importante con la manutenzione stradale.

Sito web www.azzolinimatteo.it

Pagina Facebook Azzolini Matteo


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