Recensiamo

Né asino né re: Capire i figli e fare la cosa giusta

07/05/2020

Autore: Osvaldo Poli

Vive e lavora a Castel Goffredo ( Mantova ). Sposato, ha due figli.

Come Psicologo e Psicoterapeuta si occupa principalmente della consulenza e della formazione dei genitori e della coppia, collaborando con diversi gruppi , istituzioni e riviste.

Ha sostenuto la creazione e la diffusione delle esperienze conosciute come “scuole dei genitori“, per sostenere la capacità educativa della famiglia e la sintonia della coppia; e dei gruppi di aiuto-aiuto, per genitori “soli”.

Tra i temi più di frequente affrontati: il genitore ” scoppiato”, la fermezza educativa , la conoscenza dei punti deboli del proprio carattere , l’immaturità affettiva , come seguire i figli nell’esperienza scolastica , cosa significa amare i figli , l’educazione alla gratitudine, i doveri dei figli nei confronti dei genitori , l’adolescenza non è una malattia , gli aspetti positivi dell’educazione al maschile, gli effetti della mancanza della visione educativa paterna nell’educazione dei figli.

Una delle domande che si pone l’autore è : “Dipende tutto dai genitori?”; infatti quando un bambino ha un comportamento aggressivo o non adeguato sono sempre le madri le prime “sospettate” di non aver capito, amato, fatto quanto era necessario per preservare il figlio…..ma, afferma l’autore non è affatto tutta colpa della mamma. Il genitore non è responsabile della presenza di tendenze negative nel bambino e va assolutamente riconosciuta la responsabilità dei figli in quello che fanno, proporzionalmente alla loro età.

L’autore indica chiaramente che con i figli ci vuole prudenza educativa ovvero obiettività ma per fare questo serve conoscere se stessi e capacità di conoscere i propri figli.

Per aiutare i figli nella piena fioritura delle loro potenzialità è fondamentale rinunciare al “figlio capolavoro” e alla propria “onnipotenza genitoriale” ovvero rinunciare alla convinzione che tutto quello che accade al figlio o che lui decide sia merito o colpa dei genitori.

L’autore capitolo per capitolo opera una vera rassegna dei “virus” che attaccano la capacità di capire i figli per quello che sono.

Vi sono virus “emotivi”, virus che chiudono la mente come voler tenere “piccolo” il proprio figlio per paura che scappi o un riversare in lui la propria ambizione personale o una eccessiva protezione…

Vi sono “virus che creano miraggi” ovvero l’incapacità dei genitori di vedere i difetti del figlio e forse anche di tollerare i propri, di volere che il proprio figlio sia un genio o magari proprio uguale a me.

Vi è il “virus” che imprigiona il pensiero come ad esempio il genitori che prova sempre sensi di colpa e che soffoca così il figlio con troppo amore oppure vi è il “genitore sotto incantesimo”, cioè quello che deve sempre e comunque proteggere il figlio da qualsiasi dolore della vita. Vi sono “virus che creano fantasmi” come ad esempio il terrore irrisolto di un genitore di essere abbandonato che lo porta ad avere reazioni emotive esagerate rispetto a qualche piccola o temporanea separazione ad esempio .

Questo libro è davvero da leggere perché è ricco di esempi e di testimonianze che aiutano a riconoscersi e a essere più consapevoli rispetto alle dinamiche affettive e famigliari.

Infine vi è un capitolo sull’adolescenza.

Nell’adolescenza gli altri adulti e pari hanno un ruolo importante nell’integrare lo sguardo parziale dei genitori, l’adolescente infatti è in cerca della propria identità e della verità su se stesso.

Il dialogo tra genitori e figli adolescenti non si attiva solo quando vi sono delle difficoltà anzi il dialogo avviene solo quando vi è sempre, nella quotidianità, nelle piccole cose e quando da entrambe la parti vi è la volontà di parlare a “carte scoperte”, con voglia di verità, di capire effettivamente come sono le cose, i fatti, le persone senza negare la realtà.

Sostenere i ragazzi nel rafforzare la propria capacità di stare davanti alla verità li porta alla rinuncia a truccare le carte per avere la garanzia del risultato desiderato e fa sentire più forti, meno bisognosi di sotterfugi, di inutili complicazioni… L’accettazione della verità, scrive l’autore, porta con sè il dono del “potere” di cambiare le cose.


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