Interviste

L’ORA DEI COMPITI: i consigli della Pedagogista

27/02/2020

Oggi intervistiamo Annalisa Peloso, pedagogista, che ci dà qualche consiglio su come gestire le ore dei compiti dei nostri bambini e ragazzi.

1) Chi è il pedagogista?

Potrei definire la pedagogia come un sistema di pensiero ed un insieme di azioni volte ad accompagnare un bambino/ragazzo nell’esprimere se stesso, nel trovare tutti gli strumenti che gli servono per realizzare la propria personalità e per stare nel mondo come persona autonoma, realizzata ed utile per se stessa e la società in cui si trova a vivere. Nella mia personale visione di pedagogia olistica, mi dedico alla cura delle caratteristiche comportamentali e di apprendimento di un bambino/ragazzo, della sua esperienza scolastica ed ambientale, come pure la promozione dei suoi talenti ed il recupero delle sue fragilità.

2) In quale modo può il pedagogista essere d’aiuto ai bambini e ai ragazzi?

Non dò ricette e non calo dall’alto soluzioni, ma stabilisco alleanze, contribuisco a costruire dei patti formativi:

• con il ragazzo stesso nel momento in cui entra nel mio studio per migliorare le sue capacità di apprendimento e di comportamento

• con i genitori con cui stabilisco un percorso comune, ciascuno per le sue competenze, che deve durare per un certo periodo, finché non abbiamo raggiunto insieme gli obiettivi educativi che ci siamo prefissati.

• con insegnanti, educatori, specialisti… portandoli ad una condivisione assieme a me ed ai genitori di determinati obiettivi, trovando un comune accordo.

3) Come ritiene sia utile intervenire come pedagogista?

Penso sia utile intervenire in due grandi ambiti ovvero:

1. direttamente con lo studente, per sostenere sua motivazione e curiosità verso il sapere, condurlo al successo a scuola facendo emergere le sue migliori qualità e lavorando insieme per superare le fragilità in piena consapevolezza. Mi occupa anche di questioni molto pratiche, come aiutare il ragazzo a trovare il metodo di studio a lui più congeniale o ad esercitarsi nelle abilità sociali con compagni ed adulti.

2. collaborando con i genitori, affinché trovino metodi relazionali e comunicativi validi, per riuscire ad ascoltare realmente ed attivamente il proprio figlio, per capire dove realmente è, cosa pensa e sente, e per farsi ascoltare, nel loro compito fondamentale di trasmettere i valori ed il senso della vita, nonché il valore dello studio e della scuola. Personalmente rifiuto la parte dello specialista a cui il genitore affida il proprio figlio perché poi gli venga restituito in un certo senso ”aggiustato”. Non sono medico, psicologa, logopedista… Sono appunto una pedagogista e per dare il meglio che questa professione può offrire, devo lavorare a 360°. Preferisco, come dicevo, un lavoro di condivisione, accompagnamento, consulenza intorno a uno specifico obiettivo che io il genitore abbiamo individuato come meta prossima. Si tratta di un lavoro paziente di ascolto di sostegno di condivisione di accompagnamento.

4) Sono da poco arrivate le pagelle, quali sono gli aspetti su cui puntare per migliorare il rendimento scolastico nel secondo quadrimestre?

Ora che le pagelle sono arrivate e che costituiscono una valutazione importante sia delle competenze disciplinari di uno studente, sia del suo comportamento a scuola e a casa rispetto ai compiti, è fondamentale pensare che ci sono ancora dei buoni mesi davanti per recuperare. Oltre al consiglio di vedere in pratica se ci sono lacune da colmare, metodi di studio da affinare (e queste tecniche sono senza dubbio da applicare), suggerisco di vederle come azioni necessarie ma non sufficienti per far fare quello scatto in avanti che serve a migliorare davvero.

5) Qualche errore da non fare da parte dei genitori o qualche suggerimento per sostenere i ragazzi in questa parte dell’anno scolastico?

Per poter proseguire recuperando il piacere di educare, occorre almeno limitare, il conflitto al momento dei compiti. Riporto qui due riflessioni che ci possono aiutare a capire l’atteggiamento dei nostri ragazzi ma anche a riflettere sul nostro ruolo di genitori:

1. In recenti ricerche si scopre che più del 70% degli studenti già dalla scuola media sono scontenti della loro vita scolastica e questo si manifesta spesso già dalla scuola primaria. Insomma i ragazzi oggi considerano lo studio scolastico come una sorta di “lavori forzati”. È un dato molto allarmante! che ostacola lo svolgimento sereno dei compiti a casa. Quando rientra da scuola tuo figlio ha bisogno di accoglienza gioiosa, tranquilla, di non essere tempestato di domande sulla mattinata, ma di essere capito nella sua stanchezza e difficoltà che ha dovuto affrontare. Trovare un luogo rilassato e sorridente cui potersi ritemprare e rilassare a sua volta

2. Un altro dato che influenza molto la buona riuscita a scuola è l’atteggiamento del genitore al momento dei compiti. Si dice “piange il bambino, piange anche la mamma” … ovvero talvolta il genitore non mantiene la giusta distanza tra le emozioni di suo figlio e le proprie e magari gli parte il geyser dell’urlo al momento dei compiti. Domanda: “Cosa credi di insegnare a tuo figlio quando sei nervoso? Gli insegni soltanto ad essere nervoso”. Di sicuro non farai che aumentare la sua ostilità verso lo studio, che se fa così tanto arrabbiare la mamma o il papà deve essere una cosa davvero insopportabile. Tu come genitore devi interrogarti sulle tue modalità ma soprattutto devi trovare le giuste misure per sostenere un ruolo propositivo, di rinforzo e d’incoraggiamento. Sapere cosa fare al momento dei compiti, senza sovrapporti, senza sostituirti, senza mollare o dare di matto. Tuo figlio ha bisogno di trovare in te un allenatore allo studio ed alle regole

3. Spesso si attribuisce alla mancanza di un buon metodo di studio l’intera responsabilità dell’insufficiente riuscita scolastica. Questo è vero, tuttavia le tecniche di studio sono semplici raccomandazioni, che a volte entrano da un orecchio d’escono dall’altro. Perché non sempre queste raccomandazioni funzionano? Il motivo fondamentale è che per metterle in pratica occorre possedere delle buone abitudini di concentrazione, controllo dell’impulsività, capacità di raccogliere i dati e farne uso, ed altre ancora, ovvero le qualità di base che permettono ad un una persona di imparare. Se tuo figlio è carente in questo, puoi tu stesso migliorarlo in tutte le attività quotidiane che richiedono lo sviluppo di queste abilità, oppure rivolgerti a qualche specialista che lo aiuti a svilupparle.

4. Ci si ricorda del senso di responsabilità nel momento dei compiti. Ma il senso di responsabilità si educa soprattutto nella vita quotidiana, portando i nostri figli a condividere le incombenze domestiche, familiari, affidando loro dei ruoli precisi a seconda della loro età. Oggi, se si chiede a un ragazzo di rifarsi il letto, probabilmente chiamerà Telefono Azzurro sentendosi una vittima ed un perseguitato. Pensare che un bambino o ragazzo che non condivide in prima persona impegni e fatiche, soddisfazioni e delusioni della vita quotidiana dei suoi genitori, possa sentire un’appartenenza al mondo scolastico e ai suoi doveri, io credo sia pura utopia.

5. Occorre affiancare l’educazione affettivo-protettiva dei primissimi anni di vita ad una educazione regolativa, perché tuo figlio ha bisogno come l’aria che respira di regole, poche, chiare, condivise, giuste per la sua età. Finché non avrà compiuto pienamente la sua maturità (il cervello dell’essere umano finisce di completarsi intorno ai 22 anni, quindi ce n’è ancora di strada davanti), tu come genitore sarai il suo cervello esterno, portandolo dalla piena dipendenza infanzia alla completa autonomia, sapendo farti da parte mano a mano che avrà acquisito in proprio le abitudini che tu l’avrei guidato ad apprendere.

6. Da ultimo, il consiglio è di aiutare tuo figlio in questi ultimi mesi dell’anno a pianificare meglio la sua settimana di studio, i suoi impegni, ad imparare tu stesso/a quelle tecniche e quei metodi che ti consentono di non fare l’insegnante sostitutivo ma di allenarlo nel modo corretto allo studio di casa.

Presentazione della professionista.

Nome e Cognome: Annalisa Peloso

Professione: Pedagogista

Presentazione: Consulente per gli apprendimenti – Applicatrice del Metodo Feuerstein, Brain Gym e tecniche di studio

Consulenza genitori

Email:  lanuovapedagogia@gmail.com

Facebook Studio di Consulenza Pedagogica Dott.ssa Annalisa Peloso

Cell. 338 1086142 Studio in via del Lavoro 3/B (accanto alla Farmacia Ferrari di Valgatara) – Valgatara, località Rugolin.

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