Interviste

L’importanza dell’allattamento parte II – 8 domande per crescere insieme

10/01/2019

allattamento

Oggi intervistiamo Elena Turri Ostetrica.

L’intervista.

Continuazione dell’intervista “L’importanza dell’allattamento Parte I – 8 domande per crescere insieme”.

1. Cosa sono le ragadi? Come si formano? Come prevenirle o curarle?

Le ragadi sono dei piccoli tagli sul capezzolo: sono dolorose e possono sanguinare. Sono frequenti all’inizio dell’allattamento e si formano generalmente quando l’attacco del bambino al seno o la sua posizione non sono del tutto corretti. Quanto si presenta una ragade bisogna sempre intervenire su due fronti: da una parte trattarla per migliorare il sintomo, dall’altra curare la causa, quindi controllare l’attacco al seno del bambino. È uno dei casi in cui una valutazione dell’esperto è quasi fondamentale per evitare che il dolore peggiori e renda impossibile proseguire l’allattamento.

2. Cos’è l’ingorgo mammario? Che differenze ci sono con la mastite?

Con l’ingorgo mammario il seno si presenta molto duro, caldo e dolente, la pelle può essere arrossata o lucida e il latte fa fatica a fuoriuscire (a differenza del semplice seno pieno). La mastite invece è un’infiammazione della mammella, spesso di un solo seno. Le cause della mastite vengono in modo molto generico divise in due gruppi: un dotto ostruito o un ingorgo non trattato, oppure un’infezione di tipo batterico.

3. È possibile prevenire questi disturbi? Ed una volta avuti, come si curano e a chi è necessario rivolgersi?

In molti casi è possibile prevenire questi disturbi, ma anche riconoscere i primi sintomi per poterli trattare quando ancora lievi. Allattare a richiesta ad esempio, stare sempre vicine al proprio bambino e attaccarlo al seno correttamente sono preventivi di ragadi e ingorgo. Impossibile spiegare in poche rughe come prevenire e trattare ogni situazione: la cosa più importante anche in questo caso è chiedere aiuto a persone competenti, che sia già in ospedale o dal proprio domicilio.

4. È importante tenere il bambino in posizione eretta a poppata terminata per aiutarlo nella digestione? Per quanto tempo?

No non è sempre necessario tenere in bambino in posizione eretta dopo la poppata. Molti bambini si addormentano al seno, soprattutto il primi mesi, e non è necessario cambiare posizione o aspettarsi il ruttino. Può essere utile quando il bambino presenta qualche fastidio dopo il pasto: rigurgiti di latte anche parecchio dopo la poppata (anche se è normale almeno una volta al giorno), irrequietezza tra i pasti e “masticamento” continuo, tirare indietro la testa durante la poppata. Possono essere sintomi di reflusso e in questo caso in bimbo può essere aiutato durante la poppata preferendo le posizioni verticali, ad esempio seduto a cavalcioni, preferire le poppate brevi e frequenti e successivamente tenerlo in posizione eretta evitando la compressione dello stomaco come nel caso degli ovetti per auto. Non c’è un tempo minimo prestabilito: lo si troverà insieme ascoltando i bisogni di quel bambino.

5. È possibile conservare il proprio latte? Se sì come? Cos’é la banca del latte?

Certo è possibile conservare il proprio latte, anzi può essere molto utile per svuotare un seno pieno, in caso la mamma debba assentarsi o per il ritorno al lavoro. Il latte può essere tirato tramite spremitura manuale o con tiralatte e poi conservato in frigorifero o in freezer. Allego tabella della lega del latte sui tempi di conservazione.

Tabella_della_Conservazione_del_Latte_Materno_da_esporre (1) copia

La banca del latte è un punto di raccolta del latte donato da madri volontarie, e va a coprire quelle richieste da parte di lattanti con problemi clinici o prematuri. Se il latte materno non è disponibile, per i bambini più fragili il latte di banca rappresenta l’alternativa migliore e più sicura. Le mamme che donano sono spesso quelle che hanno una produzione superiore al fabbisogno del proprio bimbo e, dopo gli opportuni controlli di salute, compiono questo bellissimo atto di generosità.

6. È possibile che non arrivi la montata lattea? In quali casi può avvenire e come si deve comportare la mamma?

La montata lattea può non avvenire quando viene disturbato il processo di conoscenza mamma-bambino: in caso di allontanamento, di interventi quali il cesareo senza sostegno nei giorni successivi, somministrazione di latte artificiale fin dai primi giorni… L’unico modo per stimolare il seno e quindi la produzione di latte è che il bambino si attacchi spesso e ogni volta che lo desidera.

Caso differente è quando la montata lattea avviene ma senza particolari sintomi: a volte il neonato si attacca così spesso e bene che la mamma non sente mai il seno pieno! Non raramente è motivo di preoccupazione, ma in realtà è del tutto normale in presenza di segnali di benessere, primo tra tutti i famosi 6 pannolini al giorno bagnati di pipì.

7. In che situazione la mamma deve ricorrere al latte artificiale?

Ci sono diversi motivi per cui si ricorre al latte artificiale: primo tra tutti la volontà materna, il mancato sostegno in presenza di disturbi e stanchezza,e poi motivi clinici come patologie materne o neonatali.

8. Che caratteristiche ha il latte artificiale? Quanto è importante scegliere un prodotto adatto al nostro bambino e farsi seguire dal pediatra nella scelta e nell’uso?

Esistono diversi tipi di latti artificiali in commercio. Anche se le marche e i costi possono variare, tutti i latti artificiali devono adempiere alla normativa europea 91/321/CE, nel cui documento sono indicate le composizioni e gli ingredienti da utilizzare sia per i latti di tipo I, cioè quelli per lattanti e sia per quelli di proseguimento. È lasciato comunque alle ditte un margine di manovra, ma non ci sono evidenze che un latte sia migliore di un altro. Molto spesso si va a tentativi: a volte bambini proprio non tollerano una determinata marca di latte artificiale, richiedendo diversi tentativi per trovare la formulazione più adatta. Sicuramente un consiglio dal proprio pediatra di fiducia può essere utile come punto di partenza.

Presentazione del professionista.

Nome e Cognome: Elena Turri

Professione: Ostetrica

Laurea e/o altri attestati di interesse: Corso di laurea in ostetricia, master in “arte del maternage”, master “la salute pelvica perineale nei cicli femminili”

Esperienze professionali di interesse: Ostetrica libera professionista sul territorio di Verona e provincia e presso lo Studio Ostetrico “PerLa Donna”.


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