Recensiamo

La recensione di “La bambina giurassica”

24/09/2020

 

Grazie alla propria passione per i dinosauri Vannina,una bambina di quattro anni, riesce a vincere le proprie paure.

La recensione.

La bambina giurassica

La bambina giurassica

di Vanna Vinci

Edizioni Mondadori 2020

L’ autore.

Vinci è nata a Cagliari nel 1964. Lavora nel mondo del fumetto dal 1990. I suoi libri sono stati pubblicati in Italia, Francia, Spagna. Lavora anche come illustratrice per ragazzi e insegna presso l’accademia di Belle Arti a Bologna.

Per saperne di più andate sul suo sito internet e pagina facebook

La struttura del testo.

Il racconto è accompagnato da bellissime immagini ideate e realizzate dall’autrice.

Si può leggere dai 6/7 anni ma grazie ad un mediatore che legge è fruibile anche da bambini dai 4/5 anni. Le  imprese infatti della protagonista sono le stesse di tutti i bambini in quella fascia d’età.

Le pagine sono 48 e le parti scritte sono in stampatello maiuscolo (cosa che aiuta nella lettura i bambini dei primi anni della scuola primaria).

La nostra opinione.

Questo racconto aiuta a comprendere ai nostri occhi adulti che ciò che può apparire “strambo” per i nostri bambini invece non lo è. Anzi è una loro risorsa.

Se questa stranezza è una passione, un oggetto, un personaggio che loro portano anche ossessivamente nei loro racconti quotidiani o anche spostamenti fuori casa (scuola, supermercato, dai nonni…) allora può trattarsi di quello che è chiamato in psicologia “oggetto transizionale”.

La comparsa dell’oggetto transizionale avviene tra i 4 e i 18 mesi e spesso non è solo un oggetto ma un’area di attività.

La comparsa dell’ oggetto transizionale è la  manifestazione osservabile del processo di sviluppo del bambino e testimonia perciò la comparsa di uno stato intermedio tra l’ incapacità del bambino di riconoscere ed accettare la realtà e la sua crescente capacità di farlo.

Il bambino coccola in modo affettuoso l’oggetto transizionale ma nello stesso tempo lo ama in modo eccitato (talora mutilandolo)  e questo si riferisce agli stati di quiete ed eccitazione dell’infante verso la madre.

Aiuta quindi a gestire le proprie angosce e paure e nel contempo a non rinunciare alla vita “esterna” e alle sue richieste. Il suo sviluppo è un importante atto creativo che lo accompagnerà per tutta la sua vita. Anzi. È importante anche da adulti restare un po’ bambini ovvero aiutarci con questi atti creativi talvolta anche artistici nell’affrontare le nostre ansie e paure.


Una frase scelta per voi.

Questa di seguito non è proprio una frase tratta dal racconto in recensione ma un commento dell’autrice.

Parlando di Vannina […] riesce a fare cose che prima la spaventavano, anche grazie al sostegno dei dinosauri, e a sentirsi meno sola. Vorrei che questo messaggio arrivasse, ai bambini. Vorrei che non si sentissero strambi o meno speciali solo perché apprezzano cose diverse dai loro compagni. Vorrei anche che credessero fermamente nei loro sogni, e nei loro mondi d’invenzione (Vanna Vinci).

La bambina giurassica

 


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