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Il cestino della rabbia

17/11/2018

cestino della rabbia

Chi di noi non si è arrabbiato almeno una volta? probabilmente almeno una volta al giorno!

Certo, il sentimento della rabbia è un sentimento comune, che tutti noi proviamo e che dobbiamo imparare a gestire. I bambini si arrabbiano fra loro e con i genitori, noi stessi ci arrabbiamo fra di noi e con loro. Fondamentale però è imparare a riconoscerla e riuscire a calibrarla, senza incappare in spiacevoli atti di violenza.

Imparare la gestione della rabbia è importante fin da piccoli.

Sto leggendo un interessante libro Urlare non serve a nulla di Daniele Novara.

Un adolescente che ha imparato a litigare durante l’infanzia e un genitore che sa riconoscere l’importanza del litigio saranno indubbiamente facilitati quando si troveranno a gestire la conflittualità reciproca” sottolinea l’autore.

Nello stesso testo ho trovato citato e brevemente spiegato un semplice strumento di aiuto a genitori e bambini per imparare a riconoscere ed incanalare positivamente la rabbia. Si tratta del “cestino della rabbia“.

Come dicevo, si tratta di un semplice oggetto, creato da noi, che può diventare però un prezioso strumento ed aiuto educativo rivolto ai bambini, diciamo dai 3 ai 10 anni circa.

Il Cestino della rabbia vuol essere un luogo di crescita e scoperta attraverso una dimensione rituale ed educativa. In educazione i rituali sono una risorsa preziosa perché permettono una comunicazione simbolica di immediata comprensione ed efficacia. Liberano e canalizzano energie, facilitano una rielaborazione interiore degli eventi, attivano i partecipanti. È necessario però che siano guidati da un’intenzionalità formativa ben orientata per non cadere in automatismi sterili e dannosi” spiegano le due educatrici, Laura Beltrami e Rossana Bernardinello. Per approfondire l’argomento cliccate qui.

cestino della rabbia

Ora vediamo come creare a livello pratico questo cestino e come utilizzarlo.

  1. Credo che fondamentale sia in primis spiegare in modo semplice e diretto ai bambini cosa vogliamo preparare, cosa sia la rabbia e quanto sia importante non farsi dominare da essa. Utile in questo senso è sicuramente la lettura di qualche libricino adatto ai più piccoli che tratti questo argomento. Eccone alcuni:
    • CHE RABBIA! di Mireille d’Allancé, Barbalibri (consigliato dai 3 anni);
    • UN CUCCIOLO DI NOME FURIA di Sangeeta Bhadra, Terredimezzo (consigliato dai 5 anni);
    • SULLA COLLINA di Linda Sarah e Benji Davies, Edt Giralangolo (consigliato dai 3 anni)
  2. Ora possiamo scegliere la nostra scatola! Può essere una scatola di scarpe, una vecchia cesta di vimini, un semplice porta gioie. Non è importante, vedete voi cosa trovate in casa. Intanto la cosa importante è che questo oggetto dovrà essere personalizzato dai vostri bambini. Quindi al lavoro con forbici e colla, adesivi e lustrini. Tutto ciò che servirà per rendere quell’oggetto anonimo ed impersonale, in un oggetto tutto loro!
  3. Scatola pronta. Ora decidiamo dove metterla. E’ importante anche la scelta del luogo perché deve essere un posto facilmente raggiungibile da tutti in autonomia. Un luogo dedicato solo alla scatola.

Ed eccoci, tutto pronto. Nel momento di rabbia i bambini (ma anche voi perché no) dovranno individuare il sentimento e riconoscere la necessità di prendersi una pausa con la scatola. In essa inseriranno un disegno fatto al momento oppure anche un foglio stropicciato e rotto o ancora il gioco della discordia o un oggetto che loro associano in quel momento allo stato di rabbia che provano. Ricordiamo che ogni rituale per i bambini è fonte di sicurezza e crescita personale.

Cercare la scatola, pensare cosa inserirvi, permetterà di riprendere un certo autocontrollo. Interessante sarà in un secondo momento, magari giorni o settimane dopo, vedere cosa sia stato messo nella scatola e perché. Un bel esercizio anche quello, forse più per noi che per i bambini.

Ci avete provate? Raccontateci com’è andata!


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