Mini-interviste

Bambini a judo – 5 domande per crescere insieme

28/03/2018

judo  bambini

Oggi intervistiamo Maddalena Del Punta.

L’intervista.

1. Innanzitutto non tutti conoscono bene la disciplina del judo: cos’é il judo? Quali sono le sue origini? Che differenze ci sono con altre arti marziali come ad esempio il karate?

Il judo – via (do) della cedevolezza (ju) – è una disciplina di combattimento orientale che deriva dal ju-jutsu. Fondata nel 1882 dal maestro Jigoro Kano con l’apertura della sua scuola Judo Kodocan a Tokyo, è divenuta ufficialmente disciplina olimpica nel 1964.

Nel judo si studiano i punti di squilibrio dell’avversario per farlo cadere a terra. Tutto il combattimento si basa sul contatto diretto con l’avversario verso il quale si possono usare lanci o ribaltamenti, tecniche di braccio, gamba o anca su punti di leva ben precisi, prese, sbilanciamenti, immobilizzazioni a terra. Si impara a cadere senza farsi male.

Lo stile di combattimento e le tecniche utilizzate differenziano le arti marziali tra loro. Ad esempio nel karate, a differenza del judo, vengono praticate tecniche di pugno e di calcio mediante una precisa successione di movimenti ed esercizi. Judo e karate sono discipline molto diverse ma entrambe ispirate dallo stesso principio di migliorare se stessi e rispettare gli altri.

 

2. A che anni i bambini possono iniziare ad avvicinarsi al judo? Come sono organizzati i corsi?

Non esiste un’età specifica, si può iniziare a praticare il judo a qualsiasi età, dai 5 o 6 anni, come a 50 o più. Capita spesso che un genitore porti i figli in palestra e poi decida di iscriversi coinvolto dallo spirito di questa disciplina.

Ai bambini il judo viene presentato come un gioco, un passatempo che li tenga occupati e li interessi il più possibile. Ogni lezione, prima di passare alla pratica vera e propria, prevede una lunga fase di riscaldamento e ginnastica che viene affrontata di buon grado dai bambini, se opportunamente stimolati.

A seconda dell’abilità conseguita, i praticanti (judoka) sono classificati per gradi: kyu per gli allievi e dan per i maestri e si distinguono dal colore della cintura. Per i primi bianca, gialla, arancione, verde, blu e marron; per i secondi nera fino al 5° dan, a bande verticali bianche e rosse fino all’8°dan, tutta rossa per il 9° e 10°dan.

 

3. ll judo è rivolto a bambini di ambo i sessi? Ci sono differenze nel praticare questo sport?

Il judo è adatto a tutti i bambini senza alcuna differenza tra maschi e femmine. È indicato sia per i bambini più timidi e insicuri, perché infonde fiducia nelle proprie capacità, sia a quelli più vivaci, perché insegna a controllare la propria aggressività. Il maestro nel dojo insegna a tutti le stesse cose, ma in ognuno fa emergere la caratteristica in cui riesce meglio.

È uno sport completo che coinvolge tutti i muscoli e le articolazioni del corpo, lavorando sulla coordinazione e sulla mobilità articolare e attraverso l’apprendimento di determinate posture il bambino acquisisce gradualmente la conoscenza, la consapevolezza e il controllo del suo corpo.

 

4. Quali benefici traggono i bambini dall’apprendimento di questa disciplina? Sia fisici che educativi.

Apprendere la tecnica non è un fatto fine a se stesso, ma l’inizio di un percorso mirato all‘integrazione tra mente e il corpo. Lo scopo educativo è quello di far emergere la personalità dell’individuo attraverso una lotta non violenta in cui il praticante sembra cedere alla forza dell’avversario non opponendovi resistenza, mentre sta trovando il modo di creare uno squilibrio in lui per batterlo. Se ti spingono facilita l’azione tirando, se ti tirano spingi. Questa è la massima che riassume il judo.

“Il judo è un mezzo per usare l’energia fisica e mentale nel modo più efficiente. L’allenamento comporta il miglioramento di se stessi, fisico e spirituale, attraverso la pratica delle tecniche d’attacco e di difesa e la comprensione dell’essenza dalla vita. Questo è il fine ultimo del judo: perfezionare se stessi ed essere utili al mondo intorno a noi”. (Jigoro Kano)

judo bambini

5. Perché consiglieresti ad un genitore di avvicinare il proprio figlio/a al judo? Tu perché hai scelto questo sport?

Consiglio a tutti di far provare il judo ai propri figli per poterlo conoscere soprattutto perché è divertente, poi saranno loro a scegliere. Io ho iniziato all’età di 11 anni, mio padre mi ha parlato per la prima volta di questa disciplina incuriosendomi perché ne conservava un bel ricordo di quando la praticava da giovane. Non avevo capito cosa fosse finché non ho provato e mi ha subito coinvolto fino a diventare negli anni una passione.

Sia da bambina che da adulta frequentavo gli allenamenti con gioia. Ho avuto la fortuna di incontrare un maestro che ha saputo trasmettermi i principi del judo creando un’atmosfera di serenità e amicizia in palestra. Attraverso l‘apprendimento delle tecniche e delle regole riusciva a insegnarci anche umiltà, uguaglianza e rispetto.

 

Presentazione del professionista.

Nome e Cognome: Maddalena Del Punta

Professione: Architetto

Diploma di interesse: diploma di cintura nera 2° dan di judo

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